
Tutto inizia nel 1989 a Ca'Noghera, quando la piccola Sara comincia a conoscere il mondo della pallavolo giocando con le amiche del paese nel campetto vicino alla chiesa.
Giorno dopo giorno il gruppo di “quasi pallavoliste” cresce e qualche genitore propone l'idea di metter in piedi una squadra di pallavolo che faccia parte della Polisportiva Ca'Noghera, già esistente ma che comprendeva solo la squadra di calcio maschile.
Comincia da qui la ricerca di una palestra e di un'allenatrice per gli allenamenti della squadra, la palestra si trova a Tessera presso la scuola elementare Collodi e cominciano gli allenamenti con l'allenatrice Roberta.
Purtroppo però, passato l'entusiasmo iniziale, cominciano i primi problemi, i genitori che seguivano le ragazze si dimenticano di andare ad aprire la palestra, salta qualche allenamento perché la palestra non è disponibile e cresce un po' di malumore generale.
Ci si mette poi anche il parroco del paese, infatti, la piccola Sara con la sua amichetta Alessandra saltano le lezioni di catechismo per andare all'allenamento.
Un bel pomeriggio, il parroco fa l'errore di andare a casa Martin e senza esitare va diretto in cameretta, dove Sara stava studiando, e inginocchiatosi come se stesse recitando una preghiera, comincia a far la sua predica, e qui entra in gioco il presidente che lo caccia letteralmente di casa.
La piccola squadra di pallavolo continua però ad essere poco seguita sia dai genitori che se ne occupavano che dalla polisportiva stessa.
Sara insiste nel giocare a pallavolo, convince i genitori a portarla alle partite del Voltan Volley Mestre, a quel tempo in serie A2, anche se Luigino non era molto attratto dal tipo di sport, infatti diceva “Ma che gioco è, uno, due, tre e la palla cade!” e con lo zampino anche di Francesco Scandolin (presidente del Voltan Volley Mestre nonché capoufficio di Giuliana) GIULIANA E Luigino decidono di prendere in mano le redini.
Nasce allora la società pallavolo Ca'Noghera e si cominciano i primi tornei con le squadre del quartiere. La conduzione della squadra passa ad un certo punto all'allenatrice Marina (della serie “se no i se mati no i voemo!!!) che con le sue pazzie e le sue scaramanzie accompagna la squadra nei primi campionati federali.
Un bel giorno si presentano alcuni ragazzi alla porta della palestra (forse immaginerete di chi parlo: Cristiano, Nicola Zane e Michele Manassero!!!) e chiedono di parlare con Luigino.
I fusti (si fa per dire! Beh a quel tempo potevano anche esserlo!) facevano parte del Volley Campalto che però aveva solo una squadra maschile.
La loro proposta era di creare un'unica società che comprendesse il settore femminile ed il settore maschile.
A questo punto l'affluenza di ragazzi è sempre più grande, arrivano da Favaro, Mestre, Campalto e Giuliana e Luigino decidono allora, per dar più luce alla società di spostare tutta l'attività verso Favaro, di accorpare il Volley Campalto e di cambiare anche il nome della società in VOLLEY FAVARO che continua tuttora con i suoi tanti campionati.